Webcam Barcellona

Webcam Barcellona refresh ongi 60 sec.

Top 20

Ramblas Home Ramblas Home
Spagna - Barcellona
[ Visite 1963 ]
Barcelona City Ramblas Barcelona City Rambl...
Spagna - Barcellona
[ Visite 1874 ]
BCN Loft BCN Loft
Spagna - Barcellona
[ Visite 1598 ]
Hostal Portugal Hostal Portugal
Spagna - Barcellona
[ Visite 1595 ]
Pensio Casa Goya Pensio Casa Goya
Spagna - Barcellona
[ Visite 1422 ]
Backpackers House Backpackers House
Spagna - Barcellona
[ Visite 1353 ]
Hostal Ramos Hostal Ramos
Spagna - Barcellona
[ Visite 1342 ]
Barcelona bed and breakfast Barcelona bed and br...
Spagna - Barcellona
[ Visite 1297 ]
AAE Victoria Hostel Barcelona AAE Victoria Hostel ...
Spagna - Barcellona
[ Visite 1283 ]
Hostal Plaza Hostal Plaza
Spagna - Barcellona
[ Visite 1238 ]
Pension Mari Luz Pension Mari Luz
Spagna - Barcellona
[ Visite 1223 ]
Sun & Moon Hostel Sun & Moon Hostel
Spagna - Barcellona
[ Visite 1208 ]
Hostal Tuset Hostal Tuset
Spagna - Barcellona
[ Visite 1200 ]
AAE Rey Don Jaime AAE Rey Don Jaime
Spagna - Barcellona
[ Visite 1198 ]
Best Location B&B Best Location B&B
Spagna - Barcellona
[ Visite 1184 ]
Pension-Albergue Fernando Pension-Albergue Fer...
Spagna - Barcellona
[ Visite 1155 ]
Pension Arosa Pension Arosa
Spagna - Barcellona
[ Visite 1141 ]
Hostal San Ramon Hostal San Ramon
Spagna - Barcellona
[ Visite 1134 ]
AAE Subirats Hostel AAE Subirats Hostel
Spagna - Barcellona
[ Visite 1119 ]
AAE Triunfo Hotel AAE Triunfo Hotel
Spagna - Barcellona
[ Visite 1103 ]

Sponsor

Mini Ad Spot

Your ad here Your ad here Joomla templates and extensions Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here Your ad here

Prenota Subito

select a country

select a city

arrival date

number of nights

currency

Manuel Vasquez Montalban PDF Stampa E-mail

 

MANUEL VASQUEZ MONTALBANStavolta Pepe Carvalho e Biscuter dovranno affrontare un lungo viaggio da soli.
Nelle circa mille pagine di Millennio, il nuovo libro già quasi pronto, i due personaggi di Manuel Vázquez Montalbán dovranno fare il giro del mondo e, allo stesso tempo, i conti con i grandi simboli del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ma il loro autore, purtroppo, non potrà più accompagnarli. Forse Carvalho, uno dei pochi eroi di carta capaci di sopravvivere al proprio creatore, in questo, momento starà bruciando libri nella sua casa di Vallvidrera a Barcellona, starà sfogandosi in cucina, starà piangendo insieme a noi per la prematura scomparsa di Manuel, a soli sessantaquattro anni, in un aeroporto thailandese.
Ci mancherà, Manolo, e molto. Perché è sempre più difficile saper abbinare, come nel suo caso, intelligenza, generosità e calore umano. Perché ci sarà data sempre più raramente l'opportunità di conoscere persone "necessarie" come lui, con quel suo modo di essere intellettuale: colto, profondo, ma allo stesso tempo assolutamente passionale e irriverente, attratto dal calcio, dalla cucina, dalle minime manifestazioni della vita, sulle quali sapeva riflettere come pochi. «Cinema e canzoni», amava ripetere, «si sono alimentati di letteratura. È ora che la letteratura si alimenti di cinema e canzoni. I programmatori del divorzio tra cultura d'elite e cultura di massa moriranno sotto il peso della massificazione della cultura».
Perciò lo ricorderemo a lungo per i suoi romanzi polizieschi, per il suo personaggio di detective che trent'anni fa segnò l'inizio di una rottura con la tradizione letteraria spagnola ed europea del'epoca. «Ai giovani», aveva raccontato in un'intervista a Stefano Malatesta «si chiedeva di scrivere l'Ulisse. Se non eri raffinato, ermetico, un acrobata o un giocoliere di parole, però di genere lento, estenuante, non contavi. Non se ne poteva più di quella letteratura d'avanguardia. Mi ricordo che Rafael Alberti diceva che i personaggi di questi romanzi impiegavano trenta pagine per salire le scale. Volevo scrollarmi di dosso il peso di una letteratura entrata in un vicolo cieco». Fu così che, in qualche modo, nacque il "noir mediterraneo", che, secondo la definizione dello stesso Vázquez Montalbán, era un incrocio «tra hard boiled tradizionale e nuovi substrati culturali, destinato a proporsi come poetica del neocapitalismo, cioè di una società supercompetitiva in cui l'intreccio tra crimine e politica è costante, fragilissimo il limite tra il legale e l'illegale». E fu così che nacque Carvalho, che fece la sua prima apparizione in un libro del 1972 intitolato Ho ammazzato J.F. Kennedy. Da allora, quello strambo detective ne aveva fatta di strada. Diversamente dal Maigret di Simenon, che in tutti i suoi libri è rimasto sempre uguale a se stesso, Pepe Carvalho è cambiato, invecchiato, diventando preda di forze oscure che non riesce più a dominare. Eppure, in tutti questi anni, è stato il termometro di un'epoca, il sismometro dei passaggi da un periodo di grandi speranze e utopie a uno di disincanto e di delusione, superando i limiti di un personaggio romanzesco e diventando parte del nostro stesso paesaggio sociale. Attraverso i suoi occhi abituati a cogliere i più impercettibili segnali dei cambiamenti sociali e politici, abbiamo assistito alla morte di un dittatore, alla caduta del Muro, allo sgretolarsi delle ideologie, per ritrovarlo infine, dopo qualche parentesi a Madrid e a Buenos Aires, con L'uomo della mia vita, nella "sua" Barcellona post-Olimpiadi del 1992, ormai quasi irriconoscibile: «Una città inservibile, bella ma senz'anima, una città pastorizzata». L'aveva trasformata il tempo, che non aveva risparmiato le sue zampate al detective, rendendolo più vecchio, e dunque più lucido, più disincantato, più nostalgico. Un uomo che continuava a bruciare libri, a sfornare ricette, a pronunciare folgoranti Battute, a risolvere casi complicati, ma che si sentiva molto vicino alla sconfitta definitiva.
Troppo facile identificarlo con il suo autore, leggere quel suo libro come un presagio. Anche perché a Manolo sarebbe dispiaciuto essere ricordato soltanto come l'inventore di Carvalho. Era nato come poeta, infatti, e da poeta continuava a scrivere e a vivere. Oltre ai suoi libri di poesia, che varrà la pena rileggere e rivalutare, ci aveva dato anche meravigliosi romanzi senza Carvalho, come Galìndez, forse il suo più riuscito, e numerosi saggi appassionati e graffianti. Ma era stato anche militante politico, aveva fondato riviste e conosciuto le prigioni del franchismo, e quelle esperienze l'avevano certamente segnato in tutta la sud attività di saggista e di polemista sui giornali di mezzo mondo. Era stato comunista, ortodosso nell'epoca della clandestinità e della dittatura, ma la sua straordinaria apertura mentale l'aveva trasformato ben presto nel motore della trasformazione culturale e politica della sinistra spagnola prima della Transizione. Dopo, la sua ironia e la sua implacabile irriverenza avevano aperto la strada a un nuovo modo di partecipare alle vicende del proprio tempo, avevano indicato un modello che era insieme letterario, politico e umano. Non sempre, magari, si era d'accordo con le sue analisi, ma si poteva star sicuri che nascevano da una profonda onestà intellettuale, da un occhio abituato a cogliere, dai segnali apparentemente più insignificanti, la direzione del vento e a restituirla sulla carta senza infingimenti e senza riguardi per nessuno. Come dovrebbe accadere normalmente e invece, in quest'epoca che lui riteneva «un tempo stupido fra due tempi tragici», raramente accade. Perciò ci mancherà, e molto. Ciao, Manolo.
 

 

da Il Sole-24 Ore, 19 ottobre 2003 
Lo sguardo attento di Manolo
di BRUNO ARPAIA